mercoledì 15 giugno 2011

Per fortuna si è raggiunto il quorum

Nonostante fossi a favore della privatizzazione della gestione dell’acqua, nonostante fossi a favore dell’energia nucleare sono contento che il quorum sia stato raggiunto.

Sono contento perché il referendum ha portato alla più forte batosta elettorale che Berlusconi abbia mai ricevuto. Son contento della batosta perché ha avuto il merito di far tornare a parlare questo governo di qualcosa di assolutamente indispensabile: la riforma fiscale.

Tremonti ne parla da anni, addirittura dal 1994, eppure ogni volta non si arriva mai a nulla.

Tremonti dice: “la riforma fiscale non si finanzia in deficit, i mercati ci penalizzerebbero.” Tradotto: non possiamo abbassare le tasse e aumentare il debito pubblico, perché sennò facciamo la fine della Grecia.
Su questo Giulietto ha ragione. Niente deficit.

E allora come si fanno a diminuire le tasse senza diminuire i servizi erogati dallo Stato?
La questione è nel gettito, la quantità di soldi raccolti dalle imposte devono rimanere almeno uguali, cioè anche con aliquote più basse non si devono ridurre.
E’ una cosa possibile?

Tecnicamente sì. Per almeno tre motivi.

1) Se si abbassano le tasse, si liberano risorse che possono essere reinvestite. Tali risorse fanno aumentare il PIL e quindi la base imponibile.

2) In Italia c’è un’enorme evasione fiscale. Ciò avviene non solo per una nostra deformazione culturale ma perché le nostre imposte sono ingiuste.
Un’impresa può arrivare a pagare imposte anche fino al 60% degli utili. E, cosa che in molti non sanno, le paga anticipatamente.
Le tasse italiane pesano soprattutto sul lavoro dipendente, liberi professionisti e imprese, infatti, hanno molti mezzi per l’elusione e addirittura per l’evasione. I lavoratori subordinati pagano invece sempre tutto.

3) Efficienza, efficienza, efficienza. Bisogna rendere il più efficiente possibile l’amministrazione pubblica. Di recente ho letto un articolo che trattava l’argomento, era su un giornale del 1992. Questo per dire che se ne parla da sempre, ma non lo si fa mai abbastanza.

Tremonti ha in mente un fisco più semplice e snello, si parla di tre aliquote e di cinque imposte al massimo. Vuole eliminare le decine di diverse esenzioni (spese che possono essere detratte dal reddito imponibile) che rendono tutto più complesso e spesso non vanno a vantaggio dei ceti più poveri.

Il Ministro ha inoltre annunciato qualcosa di assolutamente insolito. Abbassare gli stipendi dei parlamentari, adeguare i costi della politica italiana a quelli delle medie europee. Tagliare aerei blu, e privilegi vari.

Per ora c’è davvero troppo poco per giudicare la riforma, certo è che le premesse non sono da scartare. La vera domanda, però, è ci riusciranno davvero? Avranno abbastanza coraggio per rendere l’Italia un po’ più simile alle democrazie liberali occidentali?

Per ora sono come San Tommaso, se non vedo non ci credo.

1 commento:

  1. ma non hai scritto più??? Vogliamo post più recenti!!!! che ne pensi della nuova riforma? baci

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